Una donna su due è a rischio infarto dopo i 50 anni (ma non lo sa)

Una donna su sue è a rischio di infarto dopo i 50 anni, o quanto meno a rischio di malattie cardiovascolari che, per le signore over 50, rappresentano la prima causa di mortalità e disabilità (nel 55% dei casi contro il 43% degli uomini secondo una stima dell’Osservatorio Nazionale salute della donna). Non solo, dopo i 60 anni il 32% dei casi di infarto riguarda una donna e la percentuale cresce con l’aumentare dell’età. In Italia (dati Istat 2015) ben 136.273 donne sono morte per malattie cardio-cerebrovascolari (35.806 sono morte per ischemia, 11.310 per infarto) e molte di queste morti si verificano prima dei 60 anni di età. Le donne sviluppano malattie cardiache con un ritardo di 10 anni rispetto agli uomini, ma quando succede avviene in maniera più grave che nell’uomo. Infine va ricordato che le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte per la donna in menopausa, superando di gran lunga tutte le forme di neoplasie, compreso il cancro della mammella.

Dati sorprendenti? Non proprio. Almeno per i cardiologi che in occasione del primo di un ciclo di incontri dedicato alla salute al femminile «Donne che sanno» (promosso dal Fondo Mario e Paola Condorelli) che si svolgerà lunedì 29 gennaio a Napoli, hanno riportato a galla numeri che forse non tutti (e soprattutto tutte) conoscono. E purtroppo la scarsa consapevolezza della popolazione femminile comporta ritardi diagnostici.

I motivi? Stress, vita sedentaria, fumo, troppo lavoro, dieta ipercalorica, diabete, pressione alta. Inoltre dopo i 50 anni, con l’arrivo della menopausa il rischio cardiovascolare della donna diventa pari, se non addirittura maggiore a quello degli uomini. Perché succede? Con la menopausa crollano drasticamente gli ormoni estrogeni e viene a mancare la loro attività protettiva sul sistema cardiovascolare. In Italia il 58% delle donne in menopausa sono ipertese, il 51% ha il colesterolo alto, il 67% è sovrappeso o obesa.

In questo delicato momento della vita della donna, con il cambio della situazione ormonale, possono dunque risentirne anche le arterie, con formazione di placche che mettono a rischio il cuore. I sintomi della insufficienza cardiaca nel gentil sesso cambiano: respiro corto anche a riposo, sensazione di stretta o dolore al petto mai sentiti prima, vertigini, nausea, vomito, stordimento, sudore freddo e sensazione simile a quando si ha la febbre, spossatezza estrema, dolore al braccio, alla schiena, al collo. Conoscere bene il proprio corpo aiuta a intercettare per tempo un problema. Tra i fattori di rischio figurano obesità, pressione alta, diabete, ipertensione, colesterolo e pressione alta. Il fumo è il nemico più pericoloso in quanto danneggia i vasi sanguigni e purtroppo dai dati sul consumo di tabacco emerge che la percentuale di fumatrici è in costante aumento.

Eppure, nonostante i dati siano solidi e conosciuti da tempo, sono spesso le stesse donne a considerare infarto e malattie cardiache roba da uomini. Tra l’altro, incastrate tra lavoro, figli, famiglia e mille incombenze quotidiane sono sempre attente alla salute del proprio nucleo familiare, ma finiscono per trascurare la propria. Bruno Trimarco, direttore della cattedra di Cardiologia all’Università Federico II di Napoli, riporta i dati allarmanti della Campania: «Nella nostra regione il 51% delle donne non fa alcuna attività fisica regolare contro il 42% dei sedentari di sesso maschile. Inoltre crescono fattori di rischio come obesità e diabete». Contro il rischio cardiovascolare resta ancora la prevenzione l’arma vincente con uno stile di vita sano: alimentazione sana e bilanciata, abolizione del fumo, regolare attività fisica almeno trenta minuti al giorno. Sì, sono sempre gli stessi consigli, ma possono davvero fare la differenza (e allungare la vita).

http://www.corriere.it/salute/cardiologia/18_gennaio_28/donna-due-rischio-infarto-50-anni-ma-non-sa-64dd4aa0-0421-11e8-a380-b73a51b76dad.shtml

Condividi questo evento: